Sotto la parte antica di Santarcangelo si trova un
reticolo di
grotte scavate dall\\\'uomo nel corso dei secoli.
Non si sa per quali scopi fossero state scavate quelle più antiche,
anche se alcuni sostengono che potevano essere luoghi di culto
pagano o cristiano.
Nel corso dei secoli sono state usate
come cantine, grazie alla temperatura costante di 12°/13°C e come rifugi
per la gente del paese.
Oggi alcune di queste grotte sono aperte al pubblico ed è
possibile visitarle.
Le grotte si trovano in centro e sono
facilmente raggiungibili a piedi.
Le prime tracce documentarie del complesso ipogeo di Santarcangelo
risalgono al 1496. Inizialmente le grotte sono individuate col
nome di volta caverna spelunca tana e infatti nei primi documenti
che menzionano una grotta a Santarcangelo è usato il termine volta.
È solo dal 1700 che il termine \\\"grotta\\\" compare nei
documenti, per lo più dell\\\'Archivio Notarile di Santarcangelo che
trattano compravendite, permute donazioni testamenti ecc.
Il termine grotta comunque è improprio perché sta ad indicare un
anfratto naturale mentre le grotte di Santarcangelo sono artificiali,
cioè scavate dall\\\'uomo, pertanto più correttamente andrebbero indicate
col termine di ipogei.
Si commette un errore quando si parla
di grotte tufacee, perché col termine di tufo si indicano esclusivamente
materiali di origine vulcanica, invece gli ipogei santarcangiolesi sono
scavati in rocce arenarie.
Nei documenti dove è indicato il contenuto delle grotte emerge la
loro destinazione vinaria, di supporto alla cantina.
Sulla
destinazione delle grotte di Santarcangelo (sono circa un centinaio) si
sono fatte tantissime ipotesi, è indiscutibile e documentato il loro uso
per la conservazione del vino, nonché di derrate alimentari, tuttavia
la complessità architettonica di alcuni ipogei, con nicchie absidate e
vani circolari hanno fatto supporre che venissero usate come luoghi di
preghiera paleocristiani o addirittura di sepoltura.
Le gallerie di Santarcangelo, pur se con alcune varianti
architettoniche e, forse, funzionali, presentano tra loro alcuni tratti
comune di cui i più importanti sono: il costante orientamento; la
libertà nello sviluppo planimetrico rispetto al tracciato delle strade.
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