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Le grotte tufacee di Santarcangelo di Romagna

Pubblicato: Apr 8, 2010 da admin Archiviato in: Editoriale
Sotto la parte antica di Santarcangelo si trova un reticolo di grotte scavate dall\\\'uomo nel corso dei secoli.

Non si sa per quali scopi fossero state scavate quelle più antiche, anche se alcuni sostengono che potevano essere luoghi di culto pagano o cristiano.
Nel corso dei secoli sono state usate come cantine, grazie alla temperatura costante di 12°/13°C e come rifugi per la gente del paese.

Oggi alcune di queste grotte sono aperte al pubblico ed è possibile visitarle.
Le grotte si trovano in centro e sono facilmente raggiungibili a piedi.

Le prime tracce documentarie del complesso ipogeo di Santarcangelo risalgono al 1496. Inizialmente le grotte sono individuate col nome di volta caverna spelunca tana e infatti nei primi documenti che menzionano una grotta a Santarcangelo è usato il termine volta.

È solo dal 1700 che il termine \\\"grotta\\\" compare nei documenti, per lo più dell\\\'Archivio Notarile di Santarcangelo che trattano compravendite, permute donazioni testamenti ecc.

Il termine grotta comunque è improprio perché sta ad indicare un anfratto naturale mentre le grotte di Santarcangelo sono artificiali, cioè scavate dall\\\'uomo, pertanto più correttamente andrebbero indicate col termine di ipogei.
Si commette un errore quando si parla di grotte tufacee, perché col termine di tufo si indicano esclusivamente materiali di origine vulcanica, invece gli ipogei santarcangiolesi sono scavati in rocce arenarie.

Nei documenti dove è indicato il contenuto delle grotte emerge la loro destinazione vinaria, di supporto alla cantina.
Sulla destinazione delle grotte di Santarcangelo (sono circa un centinaio) si sono fatte tantissime ipotesi, è indiscutibile e documentato il loro uso per la conservazione del vino, nonché di derrate alimentari, tuttavia la complessità architettonica di alcuni ipogei, con nicchie absidate e vani circolari hanno fatto supporre che venissero usate come luoghi di preghiera paleocristiani o addirittura di sepoltura.

Le gallerie di Santarcangelo, pur se con alcune varianti architettoniche e, forse, funzionali, presentano tra loro alcuni tratti comune di cui i più importanti sono: il costante orientamento; la libertà nello sviluppo planimetrico rispetto al tracciato delle strade.
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